Approfondimenti Dirette Streaming

LiveU Solo di Teradek: Il Re degli encoder per lo streaming

Eccoti qui. Stai cominciando a organizzarti per progettare il tuo setup per un sistema di streaming che ti consenta di trasmettere in rete
le partite della tua associazione sportiva, della tua azienda o della tua parrocchia e non sai esattamente da dove cominciare.
E’ normale, ci siamo passati tutti, con qualche buon consiglio riuscirai nel tuo intento, promesso.

Quale webcam o telecamera, quale software, quale notebook, quale encoder, che tipo di cavi, quali rack e mixer audio.
Un sistema per uno streaming affidabile, in effetti, non va improvvisato e non può basarsi completamente su soluzioni software, soprattutto
nel caso in cui tu abbia bisogno di un prodotto che gestisca più di una telecamera, magari per un utilizzo prolungato e professionale.

Breve premessa.
È giusto tu sappia che tecnicamente è possibile creare un setup a costo quasi zero, con un pc e una webcam che magari, per strimmare le tue partite online, può anche andare benissimo.

Ma se hai bisogno di qualcosa di più avanzato e affidabile ogni funzione del sistema va delegata ad hardware dedicato.

Ciò consente di distribuire le ‘responsabilità’ su diversi livelli e ridurre drasticamente sia il carico di lavoro di ogni parte del setup sia la possibilità di un drammatico FAIL che al primo verificarsi
minerebbe alle fondamenta la tua credibilità di streamer.

Sai, non è bello quando stai trasmettendo una partita dei Campionati Europei di Ping Pong e la trasmissione, improvvisamente, fallisce sul match point. E non per mancanza di connessione (quella è quasi sempre piuttosto stabile) ma perchè il tuo encoder per lo streaming, che hai acquistato
di fascia medio bassa per risparmiare qualche Euro, ha deciso di riavviarsi di punto in bianco magari perchè surriscaldato o perchè il firmware ha deciso di spegnere tutto e ricominciare da capo.

L’encoder, questo sconosciuto.
Siamo abituati agli smartphone, che fanno tutto da se, o ai software free come OBS. Peccato che queste soluzioni, per te che desideri un sistema professionale, non siano adatte.
Se la regia (Atem, Roland o quella che preferisci) è definibile come il cuore del sistema beh, l’ encoder potremmo paragonarlo al sangue. Ecco si, il sangue che trasmette, che trasporta le necessarie informazioni in tutto il corpo così come l’encoder le trasmette al mondo, in diretta.

E il Re degli encoder, di livello semi professionale, è il LiveU Solo.

Ricordati bene queste mie parole quando avrai deciso di non darmi retta, di acquistare un qualunque altro encoder e il tuo cliente, alla fine del broadcast, ti starà cercando per strapparti l’assegno del saldo davanti agli occhi.

L’esperienza ha un valore.
Se ho deciso di scrivere questo articolo affrontando l’argomento encoder è perchè, agli esordi, ho fatto anche io scelte sbagliate, salvo poi rimediare una volta accumulata una certa dose di esperienza.

Agli inizi, tentando di contenere il budget, mi sono affidato al Vidiu della Teradek. Sia ben chiaro, non sto affatto dicendo che esso sia del pessimo hardware, anzi. Però l’esperienza in merito mi ha purtroppo insegnato che l’affidabilità non è esattamente il punto di forza di questo encoder, specie se è necessario trasmettere eventi particolarmente lunghi.

Uno dei primissimi impegni affrontati furono dei campionati Europei a Lignano Sabbiadoro: 5 giorni di trasmissione, otto ore al giorno, un carico di lavoro notevole. Ebbene circa ogni due ore mi ritrovavo
in crisi proprio perchè l’encoder decideva di riavviarsi. Così, a caso.

Ora, è vero che su otto ore di diretta, se qualche minuto di trasmissione viene perso non è un dramma, in effetti può succedere.

Ma se posso evitarlo perchè non farlo?
Se posso offrire un servizio perfetto perchè non dedicarlo al mio cliente che paga fior di quattrini per trasmettere l’evento di suo interesse?
Al tempo, dunque, era più la preoccupazione di controllare come si stesse comportando l’encoder piuttosto che quella di switchare tra le telecamere dal software di gestione del mixer video. Una vera sofferenza per un professionista, credetemi.

Procediamo oltre. Fatta questa esperienza ho quindi deciso di testare un secondo encoder che il mio rivenditore di fiducia mi proponeva. Era un pezzo hardware di seconda mano, ma con molte funzioni interessanti
e perfettamente funzionante, almeno secondo lui che probabilmente lo aveva testato, come è comprensibile, solo per qualche minuto. Sto parlando del Monarch HD della Matrox.
Si presenta molto bene, solido metallo (a differenza della plastichina del precedente) con funzioni interessanti come la registrazione su scheda sd dell’ output della regia. Funzione, questa,
molto richiesta dai clienti e rara da trovare su un encoder di questa fascia.

Sicchè sono partito per un incarico altrettanto impegnativo, delle qualificazioni mondiali, con il cuore relativamente leggero, convinto di aver risolto il problema dei drop di segnale.
Col piffero.
Anche nel caso del Monarch HD dopo circa due ore, due ore e mezza di trasmissione la stessa cominciava ad andare a scatti, perdeva numerosi frame per strada e anche se l’ encoder continuava a lavorare,
per risolvere il problema andava riavviato manualmente. Eccomi dunque punto a capo. La frustrazione cresceva e lo stress anche, perchè a noi di Mc Produzioni Video piace fare le cose per bene, o non le facciamo proprio.

A questo punto la problematica andava affrontata con urgenza e onestà. In effetti già allora mi piaceva considerarmi un professionista delle dirette streaming e non c’era verso di farmi digerire queste défaillance dell’ hardware.

Certo, il cliente fortunatamente non se ne era mai accorto perchè i fail erano davvero brevi, ma in cuor mio sapevo che il lavoro non era stato svolto al 100% e la cosa mi dava, come potete ben immaginare, molto fastidio. Specie perchè questi sono pezzi che non costano esattamente pochi centesimi, si parte dai 400 Euro in su.

Da tempo ormai mi tenevo aggiornato sulle diverse alternative ma per quello che era il budget della mia piccola e appena avviata azienda esse avevano un costo piuttosto impegnativo. Era però arrivato il momento di upgradare un sistema già di ottima qualità ma che aveva bisogno di un encoder affidabile.

La luce in fondo al tunnel.

Molti professionisti parlavano bene, su gruppi e forum dedicati, di questo hardware, il LiveU Solo: robustezza, affidabilità, portabilità, bonding. Insomma ho afferrato la carta di credito e ho proceduto con l’acquisto.

Non è mia intenzione, in questo articolo, scendere nei dettagli delle peculiarità e caratteristiche dei singoli encoder (vi lascio alcuni link a fine post per gli approfondimenti tecnici) ma credo sia sufficiente dare una occhiata alle statistiche di trasmissione seguenti per rendervi conto di quanto affidabile sia questo encoder rispetto ai suoi diretti competitors.

Questo primo grafico si riferisce a 4 ore di trasmissione effettuate con VidiU. I picchi blu segnalano tutte le volte in cui l’encoder si è riavviato (Statistiche dagli Analytics di Youtube)
Questo secondo grafico si riferisce a 4 ore di trasmissione effettuate con il LiveU Solo di Teradek. (Statistiche dagli Analytics di Youtube)

Con il LiveU Solo mai un drop di segnale, mai un riavvio, mai un problema. Dal momento dell’acquisto del LiveU Solo ho semplicemente dimenticato di avere un encoder e ho finalmente potuto concentrarmi su tutti gli altri aspetti che determinano la differenza tra uno streaming casalingo e una diretta professionale.

Il LiveU Solo, è bene precisare, ha un costo significativo. Ma l’esperienza personale mi ha consentito di verificare quanto una vecchia amica diceva sempre:

Chi più spende, meno spende‘.

Se dunque state cercando un encoder per lo streaming ora probabilmente avrete le idee un pochino più chiare. E se così davvero è, allora sono felice di avervi consigliato in base a quella che è stata la mia personale esperienza.

Di seguito alcuni link dove potrete approfondire e valutare tutte le diverse caratteristiche tecniche dei tre encoder di cui ho discusso in questo articolo.

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